Da Luciano Pavarotti, ai Negramaro, questa canzone è stata cantata per comunicare un’emozione al di là del tempo e della ragione; sabato sera questo concetto emotivo si è concretizzato sotto forma di presenze importanti sugli spalti del “PalaCarzaniga” di Sesto: il minibasket, le giovanili, gli allenatori, le vecchie glorie, le vecchissime glorie, le nuove…

Un pubblico davvero eccezionale ha fatto da cornice al capolavoro di coach Valerio Signorini, coadiuvato da una panchina ormai esausta per gli innumerevoli scontri sostenuti in questi ultimi giorni; una panchina orfana di giocatori importanti infortunatisi proprio nella fase cruciale della salvezza.

Ebbene proprio dalla panchina è arrivato il più grande contributo dell’anno, dal momento che, giocatori spesso sacrificatisi nell’interesse del gruppo, si sono dimostrati outsider con una personalità ed un coraggio davvero encomiabili; il “piccolo” Ruben Ceccariglia emulo di Alberto Tomba ha usato gli avversari pesanti e fallosi come paletti di uno slalom speciale; il “lungo” Francesco Ruzzon probabilmente reduce da una 24 ore di partite NBA viste in TV era sempre al posto giusto al momento giusto, destabilizzando una difesa che di leggero e rispettoso aveva ben poco; “Clem” Andrea Clemente sempre pronto ad incitare i compagni e soprattutto sempre pronto a partecipare al campo in ogni momento ed ogni volta che l’allenatore glielo chiedeva, ieri è stato leader, realizzatore e trascinatore in campo; “l’Airone” Marco Roselli cresciuto negli ultimi mesi in maniera esponenziale, grazie alla fiducia concessagli dal suo coach, ma anche e soprattutto per la presa di coscienza dei suoi mezzi atletici veramente eccezionali; “Pippo”Filippo Galli, piccolo grande mastino classe ‘98, buttato sempre nella mischia per risolvere situazioni di difesa e specialista nei tiri da fuori effettuati con la sfrontatezza ed incoscienza che solo un giovane può avere.
Devo parlare di tutti i miei ragazzi, perché “un amore così grande” si sviluppa solamente attraverso un rapporto continuo di stima ed affetto nei confronti di ragazzi che non solo ho visto crescere all’interno della Società fin dal minibasket, ma che rappresentano a tutt’oggi il simbolo di quella che è una passione; parlo di “Cipi” Luca Capaccioli, guerriero e trascinatore, parlo di “Fabbro” Matteo Fabbricotti, grande talento da sempre legato alla sua Società; “Canta” Stefano Cantarin, IL CAPITANO, con le lacrime agli occhi per non aver potuto dare il suo solito apporto a causa di un infortunio, grande carisma e artefice della coesione del gruppo Prima Squadra; “Lollo” Lorenzo Maga la cui caviglia ha limitato il suo impiego, ma che ha sostenuto i suoi compagni dall’inizio alla fine.
A tutti questi ragazzi deve per forza arrivare un grande ringraziamento per i sacrifici, per la serietà e per la passione che hanno versato in questo anno sportivo fatto di delusioni, speranze e voglia di riscatto; grazie al loro coach Valerio Signorini, che in un momento davvero difficile, ha accettato di prendere per mano un gruppo di ragazzi di cui si è subito innamorato…

GRAZIE DAVVERO A TUTTI!!!

Paola Tarantini